La  grande tradizione carnevalesca canalina è perdurata fino al 1915, anno dello scoppio della prima guerra mondiale e per ovvi motivi non è stata poi riproposta negli anni  appena successivi.

Esistono due testimonianze relative al grande Carnevale di Canale d’Agordo: quella di E. Luciani e quella di  E. Casal ( 1890 circa)

Il Grande Carnevale secondo Edoardo Luciani

Il Carnevale canalino iniziava il giorno dell’Epifania, 6 gennaio, quando gli organizzatori si ritrovavano per decidere i personaggi e chi li avrebbe rappresentati ma soprattutto studiavano tutti i  minimi particolari della sfilata carnevalesca:  cominciava la grande preparazione al Carnevale!

Paiàzo – pare che, originariamente, il  pagliaccio fosse vestito con una tunica dai colori sgargianti e in testa portasse un grande cappello. Il viso era coperto da una maschera lignea dall’espressione seria e con baffi;  in mano portava un bastone con sonaglio in punta. Il pagliaccio era il capo-maschera e “dirigeva” il corteo, saltellava di quà e di là, agitando il bastone e  facendo un gran fracasso.

Carnevale Agordino-El Paiazo de la Zinghenesta Tradizionale

Carnevale Agordino-El Paiazo de la Zinghenesta Tradizionale

Matèl : è il personaggio “annunciatore del bello ” ( si noti anche la radice del nome Mat. uguale ai Matacinch di Laste o ai Matazìn di Sottoguda o ai più famosi Matazìns del Comelico). I Matièi erano generalmente 6 e aprivano il corteo, cantando e facendo risuonare sonagli e campanelli. La sua figura riprende quella del Serafìc ( maschera del carnevale Falcadino): personaggio avvalorato anche dalla testimonianza del Tita de Meni.

Carnevale Agordino- Serafìc-Antica maschera Falcadina

Carnevale Agordino- Serafìc-Antica maschera Falcadina – Litografia di A. Fiabane

Zinghenesta – Pare, secondo il Luciani, che originariamente le figure femminili fossero più di una: le “Zinganèstre” erano vestite semplicemente di bianco, con un cesto pieno zeppo di fiori di carta coloratissima, danzavano dietro ai Matièi lanciando all’aria i fiori. Questo personaggio era marginale, aiutava semplicemente la “coreografia ” dei balli di Matièi, Lachè e del Paiazo.

La Zinghenestra di Forno Canale secondo Edoardo Luciani

La Zinghenestra di Forno Canale secondo Edoardo Luciani

 

Lachè – semplici ragazzi mascherati che seguivano il corteo, saltellando e danzando tra Matièi e Zinganestre.

Sasìgn (assassini) e Gendarmi – i veri protagonisti del Carnevale Canalino!

I sasìgn, di buon mattino girovagavano per il paese facendo scherzetti e dispetti (asenade in dialetto). Erano inseguiti dai Gendarmi che, alla fine, riuscivano a prenderli e li conducevano alle prigioni di Celat ( frazione poco distante nel comune di Vallada). Verso mezzogiorno, arrivava il pagliaccio con i Matieì, pranzavano tutti insieme in carcere (compresi i sasign), per poi tornare a Forno Canale, in piazza per il processo.

I sasign venivano “graziati” vista la pochezza delle malefatte perpetrate durante la mattinata: veniva, invece, processato il Carnevale stesso, rappresentato da un fantoccio di paglia e stracci. I giudici, quindi, leggevano la condanna, rigorosamente in dialetto, che prevedeva la morte immediata per impiccagione. Il boia, interamente vestito di nero, con viso e mani annerite impiccava il Carnevale, la cui unica colpa era quella di finire quel giorno e di preannunciare il periodo di digiuno e astinenza della Quaresima ( che inizia il giorno dopo, mercoledì delle ceneri).

Conosci la Zinghenesta “moderna”? … e quella “zingara”?

Bibliografia e Riferimenti

  • Viva Viva carnevale, vol II ” Cante al Signor” collaborazione I Belumat-M.Trevissoi con tavole a colori di Antonio Fiabane
  • Eduardo Casal, La Zinghenesta, tipografia Pietro Fracchia, Belluno 1899
  • Lazzaris, Li gran dafai de tut el temp de l’an; Matez de Gigio Lazzaris da Zelat, Tipografia G. Lise, Agordo 1931
  • Edoardo Luciani, L’anno, le ricorrenze religiose e civili, le stagioni, le occupazioni varie (Studio del Comune di Forno di Canale) Concorso A.I.M.C 1960/61, Tipografia Vescovile, Belluno, 1962
  • Gianluigi Secco, Mata, la tradizione popolare e gli straordinari personaggi dei Carnevali delle montagne venete, Belumat Editrice da Grafica Antiga Cornuda, 2001
  • Ballo zinghenesto, scritto da Eduardo Casal a fine Ottocento (1890)
  • si ringrazia Dario Fontanive per la “consulenza” sulle tradizione di Canale d’Agordo
  • sito comitato organizzatore https://www.zinghenesta.it/ e pagina Facebook